Google Home Mini e Echo Spot: soluzioni a confronto

Google Home Mini
Google Home Mini e Echo Spot: soluzioni a confronto

Il mondo degli assistenti vocali sta conoscendo la dualità di due prodotti concorrenti: Google Home Mini ed Echo Sport. Ma qual è il migliore tra questi?

Tra le tante tecnologie proposte negli ultimi decenni, negli ultimi tempi si stanno affermando quelle relative agli assistenti virtuali. Una soluzione innovativa che può coinvolgere diversi aspetti della nostra vita. L’utilizzo certamente più suggestivo è legata alla “smart home“, o “casa intelligente”, attraverso la gestione vocale degli elettrodomestici. Ma trova anche utilizzi più basilari, quali la riproduzione della musica preferita o della sveglia. Al momento sono due gli assistenti virtuali che si contendono i favori degli utenti: Google Home Mini e Echo Spot.

Google Home Mini è stato prodotto appunto da Google, ed è la versione ridotta, sia in termini di dimensioni che di prezzo, dell’altoparlante intelligente Google Home. Lanciato sul mercato nel 2017, è arrivato da pochi giorni anche in Italia.

Echo Spot fa invece parte della famiglia Amazon, e può fare affidamento sull’assistente vocale Alexa. Anch’esso è stato lanciato sul mercato nel 2017 ma, come gli altri modelli della linea Echo, non è ancora disponibile nel nostro Paese.

Fatta questa breve presentazione, possiamo cercare di capire quali siano i vantaggi, e di conseguenza gli svantaggi, offerti dall’uno e dall’altro. In questo modo potrete farvi un’idea migliore su quale sia il più adatto per le vostre esigenze.

Vantaggi Google Home Mini

Il principale vantaggio di Google Home Mini è la compatibilità con gli altri dispositivi. Con ciò non ci riferiamo soltanto agli altri servizi Google, come ad esempio Calendar o Maps, ma anche quelle esterne all’azienda. Ciò è un notevole vantaggio in quanto permette di utilizzare le applicazioni preferite senza dover cambiare le proprie abitudini. Attivando l’assistente vocale con i saluti “Hey Google” o “Ok Google” sarà dunque possibile ascoltare la musica, oltre che da Google Music, anche da Spotify o da TuneIn. Se invece volessimo abbassare la luminosità in una stanza, ciò sarà possibile indipendentemente dal fatto che il prodotto in possesso sia IKEA, Philips o Osram. Associando l’assistente virtuale a Netflix si potrà invece chiedere di riprodurre il film che vogliamo vedere sul televisore.

Un altro punto di forza rispetto alla concorrenza, almeno per il momento, è quello della lingua. Dal 27 marzo 2018, infatti, Google Home Mini viene venduto anche in Italia con il riconoscimento vocale nella nostra lingua. Un aspetto fondamentale per tutti coloro i quali hanno poca dimestichezza con l’inglese o con le altre lingue straniere.

Il vantaggio che forse interesserà la maggior parte delle persone è però quello legato al prezzo. Venduto a 59,99€, Google Home Mini costa circa la metà rispetto al modello con cui lo stiamo confrontando. Gli incerti potranno quindi orientarsi maggiormente verso il prodotto Google, in quanto il prezzo non eccessivo permette di fare quantomeno un tentativo senza troppi sacrifici.

Vantaggi Echo Spot

Il vantaggio di Echo Spot è invece dato dall’assistente vocale Alexa. Rispetto alla concorrenza ha, infatti, una connettività migliore e permette di creare un sistema audio molto più elaborato. L’assistente di Amazon è in grado di svolgere tantissime funzioni ed è sempre in continuo miglioramento grazie al lavoro degli sviluppatori

Fiore all’occhiello di questo prodotto è la tutela della sfera privata. Ciò viene reso possibile attraverso la possibilità di cancellare i comandi vocali registrati nel proprio account personale. In questo modo verranno eliminati anche dal server. Rappresenta quindi la soluzione ideale per chi desidera utilizzare questi dispositivi ma senza rinunciare alla propria privacy.

Svantaggi Google Home Mini

Passiamo ora alle note dolenti. Come già detto, quello Mini è la versione ridotta dell’altoparlante Google Home, per cui è più adatto per piccole stanze. Ciò che lo caratterizza in tal senso è la mancanza di un’uscita audio jack, la quale rende impossibile il collegamento ad altri altoparlanti. Lo speaker presente, infatti, non ha un volume sufficiente per poter essere apprezzato in ampi saloni.

Sempre legata alla versione “mini” del prodotto è la qualità audio. Essendo pensato per uso domestico, pur non avendo difetti particolari nel suono o nella riproduzione, non raggiunge livelli di qualità.

Se per i prodotti Amazon era un punto di forza, quello della privacy è un aspetto negativo per il modello di Google. È innegabile che anche qui sia possibile rimuovere i comandi vocali dal proprio account personale. Tuttavia ciò non avviene anche all’interno del server, motivo per cui tutte le nostre informazioni rimarranno lì a disposizione.

Altro aspetto sul quale sono ancora necessari dei miglioramenti sono quelli relativi alla domotica. Facendo riferimento anche al modello originale, non è infatti ancora possibile eseguire scenari combinati che uniscano le funzioni dell’assistente vocale con quelle della smart home.

Svantaggi Echo Spot

Il primo aspetto che salta subito all’occhio è quello della lingua. I prodotti della linea Echo non sono ancora disponibili in italiano, ma solo in inglese, tedesco e giapponese. Un ostacolo insormontabile per chi non è capace di esprimersi in questi idiomi. Come detto, nel nostro Paese non è ancora sul mercato, per cui bisognerà attendere ancora del tempo prima di vedere Echo Spot in italiano.

Un altro svantaggio è legato alla scomodità nell’utilizzo. L’intento di Amazon è quello di affidarsi soltanto ad applicazioni facenti parte del proprio ecosistema. Ciò significa che non sarà possibile, ad esempio, telefonare con Skype o riprodurre musica con Apple Music. L’Echo Spot, infatti, non li riconoscerà proprio. Chi è solito utilizzare questi servizi dovrà quindi rivoluzionare le proprie abitudini per poter sfruttare l’assistente virtuale al meglio.

La scelta di Amazon di tutelare la privacy comporta allo stesso tempo un miglioramento qualitativo inferiore. La possibilità di cancellare i vecchi comandi vocali, infatti, non garantisce alla società le informazioni necessarie per migliorare il prodotto in maniera più consapevole.

Conclusioni

La scelta tra Google Home Mini e Echo Dot può essere fatta solo sulla base delle proprie esigenze personali. I due prodotti sono pressoché equivalenti e le caratteristiche che li contraddistinguono, come ad esempio la lingua o la tutela della privacy, possono fare la differenza sulla base delle proprie esigenze.

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