Termosifoni: come eseguire il calcolo del fabbisogno termico

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Prima di scegliere e installare un impianto di riscaldamento con i termosifoni , occorre rivolgersi a un professionista per conoscere il fabbisogno termico della propria abitazione; in questo caso, i tecnici che si occupano di tale mansione sono i geometri, gli architetti e gli ingegneri edili.

Grazie al calcolo del fabbisogno termico è possibile stabilire quale tipologia di impianto è più adatta per riscaldare l’immobile. Nel caso in cui si scelga il classico sistema con caldaia a gas o a condensazione, si può verificare il numero radiatori necessari da installare, oppure, se si vuole utilizzare una stufa di qualsiasi genere, basta controllare la potenza della stessa.

In questa guida scopriremo insieme che cosa si intende per fabbisogno termico, quali sono le modalità di calcolo e quanto costa effettuarlo, inoltre, vedremo quali sono le principali tipologie di sistemi di riscaldamento disponibili in commercio.

Cos’è il fabbisogno termico e come si calcola

Ogni ambiente necessita di un determinato tipo di impianto per essere riscaldato, pertanto, prima di acquistare un dispositivo come stufa, caldaia o pompa geotermica, è opportuno calcolare il fabbisogno termico dei locali.

Come già visto in precedenza, per effettuare questa operazione in modo preciso è meglio affidarsi a professionisti del settore, tuttavia, per calcolare il fabbisogno energetico in autonomia, è possibile effettuare alcune semplici operazioni.

Per calcolare il fabbisogno termico di un immobile è necessario conoscere la metratura dei locali da riscaldare, ottenuta moltiplicando l’altezza totale e i mq, e il grado di isolamento degli stessi, il cui valore principale è un coefficiente misurato in Kilocalorie del valore di circa 30/40 kcal.

Il coefficiente termico è un elemento influenzato da molte variabili, di conseguenza, per avere un risultato affidabile, è necessario valutare ogni aspetto relativo all’isolamento, come ad esempio:

  • Coibentazione del tetto, del sottotetto e del pavimento;
  • Isolamento termico delle pareti e del soffitto;
  • Tipologia di infissi installati all’interno dell’edificio;
  • Esposizione dell’immobile;
  • Sbalzi termici;
  • Dimensioni dei locali;
  • Zona climatica;
  • Piano dell’abitazione;
  • Presenza di verande.

La qualità del riscaldamento di un immobile dipende proprio dalla precisione di questi calcoli, per questo motivo, per conoscere il fabbisogno termico di una casa, è consigliabile rivolgersi esclusivamente a tecnici qualificati, evitando di mettere in pratica esperimenti fai da te.

Dopo aver ottenuto l’area del locale da riscaldare, occorre moltiplicare questo valore (espresso in mc) per il coefficiente di coibentazione: la cifra che risulta (indicata in kW) è il fabbisogno termico.

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Fabbisogno termico: prezzi e tariffe dei professionisti

Calcolare il fabbisogno energetico di un immobile in autonomia non è la scelta giusta, in quanto, nonostante si conoscano in modo preciso i dati relativi alla superficie e all’area dell’immobile, stabilire il coefficiente termico è un’operazione piuttosto complessa, che soltanto un esperto del settore può effettuare in modo corretto.

Le figure professionali di riferimento per tale mansione sono appunto, geometri, architetti e ingegneri edili.

Le tariffe orarie dei geometri partono da 20 euro/h e arrivano fino a 50 euro/h, mentre quelle degli architetti, variano da 45 euro/h a circa 75 euro/h. Gli ingegneri edili, richiedono una tariffa che va da 30 euro/h a circa 80 euro/h.

Tipologie di impianti di riscaldamento e termosifoni

Oggi, grazie alle continue innovazioni nel settore termico, vengono realizzati sistemi di riscaldamento sempre più all’avanguardia, ognuno con caratteristiche assai differenti. Tali peculiarità, rendono questi impianti più o meno adatti a determinate tipologie di abitazioni, per cui, prima di effettuare un’installazione, occorre conoscere a fondo ogni dispositivo e metodo di riscaldamento, nonché, eseguire il calcolo del fabbisogno energetico.

Ecco quali sono le principali tipologie di impianti di riscaldamento:

  • Caldaie a gas con radiatori: questi sistemi di riscaldamento sono senza dubbio i più diffusi, poiché si installano in modo semplice e sono tra i meno costosi. Ogni caldaia a gas funziona per mezzo della combustione e i fumi prodotti vengono espulsi tramite gli appositi scarichi a parete. Il prezzo di una caldaia a gas di buona qualità varia da 800 euro a circa 1000 euro.
  • Caldaie a condensazione: sono la tipologia di caldaie più innovative, poiché il loro meccanismo di funzionamento prevede il riutilizzo dei fumi emessi per generare ulteriore calore. Il prezzo medio di questi dispositivi è di circa 1200-1400 euro.
  • Riscaldamento a pavimento: ha un costo molto elevato che si aggira intorno a 50 euro/mq e necessita di lavori edili invasivi.
  • Stufe, termostufe o camini a pellet: questi dispositivi, oltre al loro notevole impatto estetico, rendono agli spazi molto accoglienti grazie al tipo di calore che emettono; il pellet è una biomassa a tutti gli effetti ed è composto dagli scarti della lavorazione del legno; si tratta di un materiale economico, facile da reperire, immagazzinare e utilizzare, e soprattutto, non produce scarti. Il prezzo delle stufe a pellet varia da 300 euro a circa 5500 euro.
  • Stufe o camini a bioetanolo: si tratta di sistemi di riscaldamento che devono essere integrati ad impianti già presenti all’interno dei locali, poiché, da soli, non costituiscono una sufficiente fonte di calore. Tali dispositivi possono essere collocati in ogni area della casa, perciò risultano molto confortevoli; sono dotati di un pratico serbatoio che contiene il bioetanolo, una sostanza derivata dalla fermentazione di composti organici agroalimentari. Il costo delle stufe e dei camini di questo tipo varia da 150 euro a circa 550 euro.
  • Stufe, termostufe o camini a legna: in questo caso, il combustibile impiegato da tali apparecchi è il legno, un materiale perfetto per riscaldare gli ambienti in modo omogeneo, che tuttavia, risulta più difficoltoso da reperire e conservare ed è più inquinante rispetto al pellet e ad altre biomasse. Anche le stufe a legna hanno prezzi che variano, indicativamente, da 300 euro a circa 5500 euro.
  • Pompa di calore geotermica: è un’ottima soluzione per gli immobili indipendenti dotati di terreno, che garantisce un riscaldamento di qualità. Tale sistema, installato sempre all’esterno, sfrutta l’energia termica prodotta dal suolo e la trasporta all’interno degli edifici. Tra i grandi vantaggi di questo impianto, vi sono sicuramente il risparmio a lungo termine e lo sfruttamento di energie green, tuttavia, il costo per l’installazione e la manutenzione è molto elevato.

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