Sostituzione caldaia condominiale: quanto costa

caldaia condominiale
caldaia condominiale

La caldaia è la principale centrale operativa dell’impianto di riscaldamento condominiale. Ha il compito di alimentare e muovere il circolo idrico all’interno della rete. Se si rompe oppure è superata, risulta necessaria la sua sostituzione. Quando ciò avviene bisogna pensare in termini di efficienza energetica, ovvero valutare l’installazione di una nuova caldaia in grado di risparmiare energia, di ridurre i fumi di scarico e la dispersione di calore.

Tale risparmio ha notevoli benefici anche dal punto di vista economico. Prima di affrontare il tema della spesa e dei costi da sostenere per la sostituzione della caldaia condominiale, cerchiamo di spiegare quali sono i principali impianti che si possono installare e le rispettive modalità di funzionamento.

Come e perché si sceglie di sostituire la caldaia condominiale

caldaia condominiale

La caldaia rappresenta il nucleo della centrale termica, impianto che viene realizzato nei condomini per la produzione e distribuzione di calore nelle varie unità immobiliari. La potenza erogata da una caldaia condominiale deve dunque essere giocoforza superiore a quella di una classica caldaia per abitazione.

La caldaia brucia il combustibile (principalmente metano) che provvede a scaldare un fluido (generalmente acqua). Tale fluido si distribuisce nei vari appartamenti grazie alle colonne montanti, che comunicano tra loro mediante terminali di emissione. Durante la trasmissione del calore è peraltro possibile che vi siano delle dispersioni verso l’esterno dello stabile. Per ovviare a tale svantaggio si può coibentare l’edificio.

Cambiare la caldaia, cause

Guasti, malfunzionamenti o obsolescenza della centrale termica implicano la sua ristrutturazione. A meno di cattive condizioni delle colonne montanti, in genere bisogna provvedere alla riparazione se non alla sostituzione completa della caldaia. La scelta di sostituirla è prevalentemente preferibile quando il costo della sua riparazione supera quello dell’acquisto di una nuova, più performante ed efficiente dal punto di vista del risparmio energetico.

Per la sostituzione della caldaia ci si rivolge ad aziende specializzate ed attrezzate per attività di ristrutturazione delle centrali termiche. Grazie all’elevato e qualificato servizio di intervento su tali impianti, hanno grande esperienza in tale settore.

Sostituzione caldaia, attenzione a questi aspetti

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Nella sostituzione di una caldaia, o più in generale nella ristrutturazione di una centrale termica, bisogna prestare attenzione a diversi aspetti. Il primo riguarda la valutazione dell’esatto fabbisogno termico per l’intero numero di unità immobiliari e regolarsi di conseguenza nella scelta della caldaia. In pratica, non c’è bisogno di andare a montare un impianto che generi maggiore calore del necessario. Il che implica fra l’altro un esborso maggiore rispetto al necessario.

Poi vi sono gli aspetti burocratici, che riguardano la scelta dell’impresa installatrice, le normative e l’iter burocratico da seguire in merito alle necessarie delibere in sede di assemblea condominiale, nonché le scelte in merito alle agevolazioni che si possono ottenere grazie alla sostituzione di una caldaia vecchia con una nuova. Connesse a queste problematiche vi è la scelta del tipo di caldaia in funzione del prezzo che si è disposti a pagare.

Sostituzione della caldaia condominiale

Il primo passaggio fondamentale per partire con la sostituzione della caldaia condominiale è mettere dunque d’accordo i vari condomini. La proposta può partire da qualcuno di loro o dall’amministratore condominiale e la discussione avviene durante l’assemblea condominiale che deve approvare tale decisione quando la quota dei favorevoli raggiunge i 500 millesimi.

Una volta avvenuto ciò, ci si può rivolgere alla stessa impresa che svolge i lavori di manutenzione alla centrale termica, oppure valutare diversi preventivi raccolti dagli stessi condomini o proposti dall’amministratore e scegliere fra questi il più idoneo all’impianto presente nello stabile.

Dal punto di vista operativo, quindi, l’impresa e/o il tecnico specializzato provvede alla rimozione ed allo smantellamento della vecchia caldaia, alla sua sostituzione con quella nuova che viene poi allacciata all’impianto termico. Le successive fasi riguardano collaudo e prima accensione, che permettono di verificare che la centrale funzioni in modo corretto. Una volta controllato il tutto è possibile compilare il libretto della centrale.

Sostituzione caldaia condominiale, come risparmiare

Nel corso e al termine dei lavori si provvede al pagamento della nuova caldaia. Grazie alle agevolazioni fiscali previste è possibile ottenere una detrazione IRPEF fino al 65% della spesa sostenuta per i lavori di riqualificazione energetica dello stabile. Oltre al risparmio fiscale, l’efficienza energetica della nuova caldaia consente anche migliorie all’intero impianto con un notevole sconto in bolletta grazie al minore impiego di combustibile e di energia.

La vera fonte di risparmio è peraltro costituita dalle valvole termostatiche e dai contabilizzatori di calore. Tali dispositivi hanno la funzione di regolare il calore a piacimento e calcolare il quantitativo esatto di energia consumato da un singolo termosifone. In pratica, le valvole termostatiche sono delle manopole su cui sono presenti cinque cifre da 0 a 5 che indicano il livello di calore emesso dal radiatore su cui sono installate. Se poi per ogni valvola vi è un contabilizzatore di calore, è possibile valutare l’effettivo consumo energetico e la spesa da pagare.

Con questa contabilizzazione e termoregolazione del calore risulta ancor più vantaggioso scegliere il sistema di riscaldamento centralizzato. Grazie a tale sistema si paga il consumo effettivamente sostenuto, mentre la manutenzione dell’impianto viene ripartita fra i vari condomini.

Per quanto riguarda poi l’ottenimento della detrazione fiscale è necessario allegare le ricevute delle spese sostenute e le prove di pagamento mediante bonifico tracciabile, il certificato rilasciato dall’installatore e l’attestato di prestazione energetica.

Per quanto riguarda l’entità della spesa è difficile dare una valutazione esatta poiché dipende dal numero e dalla grandezza delle unità immobiliari, nonché dal numero di piani dell’edificio. In media per un condominio composto da una ventina di appartamenti ampi circa 120 metri quadri, la sostituzione della caldaia condominiale varia da un minimo di 20 mila euro fino ad un massimo di 40 mila euro. Tale cifra va poi ripartita fra i condomini in funzione delle quote millesimali.

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