Infortuni sul lavoro: come prevenirli con la sicurezza

Infortuni sul lavoro, come prevenirli con la sicurezza
Infortuni sul lavoro, come prevenirli con la sicurezza

Al fine di evitare infortuni sul lavoro la legge prevede l’imposizione di una serie di strumenti per la salvaguardia dei lavoratori. Per individuare quali sono le misure per la prevenzione degli infortuni si possono identificare tre fasi principali.

Nella prima si provvede a valutare quali sono i rischi cui i dipendenti possono essere sottoposti nel corso delle loro mansioni. Nella seconda fase si punta ad individuare ed installare i sistemi di sicurezza necessari allo svolgimento dell’attività lavorativa. La terza fase riguarda la formazione e l’informazione dei lavoratori per l’uso corretto dei sistemi di sicurezza. Entriamo nel merito di tali fasi per comprendere meglio quali azioni si devono compiere a norma di legge per prevenire gli infortuni sul lavoro.

Valutazione dei rischi

Come detto, il primo obbligo di legge imposto all’impresa è l’analisi dei rischi per la sicurezza e la salute degli addetti impiegati in una data attività in un luogo definito. Questa fase è fondamentale per la definizione degli strumenti di protezione.

I rischi in cui un lavoratore può incorrere durante la sua normale attività lavorativa sono di tre tipi: 

  • Rischi ordinari, ovvero quelli tipici dell’area operativa in cui l’addetto opera. È il caso, ad esempio, del rischio collegato al trasporto di attrezzi o di scale per un impiegato di una ditta delle pulizie.
  • Rischi specifici, ovvero quelli relativi al contesto in cui avviene l’attività. Tanto per rifare lo stesso esempio, il rischio specifico riguarda la scelta del tipo di detergente utilizzato a seconda dell’ambiente da pulire.
  • Rischi di interferenza, quei rischi cioè che dipendono dal tipo di contesto in cui un addetto lavora e può andare ad interferire con quello di un altro che lavora nello stesso luogo e contesto di riferimento. È il caso degli addetti alle pulizie che si trovano a lavorare in un ambiente ospedaliero e possono venire a contatto con i degenti e con i sanitari che frequentano gli stessi ambienti.

In questo modo l’impresa individua tutte le tipologie di rischio e stila un documento, definito documento generale sui rischi. In tale lista sono indicati tutti i rischi che si possono prevenire e quali devono essere le azioni da predisporre per la loro riduzione e/o eliminazione. Le nuove imprese sono obbligate a presentare questo documento entro tre mesi dall’inizio della loro attività.

Se poi vi sono delle revisioni ai processi produttivi o all’organizzazione lavorativa che possono trasformare in modo sensibile la sicurezza e la salute degli addetti, allora l’analisi dei rischi va ridefinita. Tale situazione avviene di solito quando vi sono particolari evoluzioni tecniche e/o tecnologiche, quando si verificano infortuni sul lavoro, oppure ancora quando emergono nuove risultanze in seguito all’attività di sorveglianza dei rischi stessi.

 

Infortuni sul lavoro

Infortuni sul lavoro: strumenti di protezione

Al termine di questa prima fase, l’impresa è obbligata a definire gli strumenti di protezione più idonei al fine di ridimensionare i rischi se non ad eliminarli del tutto per garantire e salvaguardare la salute dei lavoratori ed evitare così eventuali infortuni. In tale frangente, si possono definire due categorie di misure da adottare.

La prima categoria riguarda i dispositivi di protezione collettiva, ovvero gli strumenti che puntano ad eliminare i rischi a tutti gli addetti. La seconda è quella dei DPI, ovvero i dispositivi di protezione individuale, definizione utilizzata per identificare particolari attrezzature, accessori e/o capi di abbigliamento che il singolo lavoratore è obbligato ad indossare per proteggersi da rischi di infortunio o da minacce per la sua incolumità. È il caso, ad esempio, dei guanti da lavoro, maschere antigas, tute, scarpe antinfortunistiche, ecc.

In particolare, i DPI debbono essere idonei ai rischi da prevenire, alle condizioni del luogo di lavoro, devono tener conto delle condizioni di salute del lavoratore e devono essere personalizzate a seconda del tipo di utilizzatore e debbono essere conformi alle norme di legge in termini di caratteristiche tecniche e specifiche all’attività lavorativa in cui devono essere utilizzati. Ciò significa anche che il lavoratore deve avere cura di tali attrezzature, non deve assolutamente modificarli a proprio piacimento ed è obbligato a comunicare eventuali difetti o malfunzionamenti.

Informazione e formazione agli addetti ai lavori

La terza fase riguarda la formazione continua dei lavoratori, nonché i costanti processi di comunicazione agli addetti ai lavori sulla prevenzione degli infortuni. Tali processi debbono riguardare tutto il sistema lavorativo, ovvero addetti, impiegati, rappresentanti dei lavoratori, dirigenti, eccetera. Insomma, tutti coloro che possiedono il compito di cooperare con l’azienda al fine di migliorare la sicurezza del posto di lavoro ed evitare infortuni sul lavoro.

Le informazioni obbligatorie da fornire ai lavoratori devono dunque riguardare i rischi generali in cui l’attività aziendale può incorrere in termini di salute e sicurezza, le procedure su primo soccorso, eventuali normative antincendio e conseguente evacuazione dal posto di lavoro, la definizione degli addetti, dei responsabili e degli eventuali medici incaricati all’applicazione di tali procedure.

Rischi specifici ed obblighi

Per quanto riguarda i rischi specifici, l’informazione deve riguardare in particolare quelli in cui si può incorrere durante lo svolgimento dell’attività, le normative vigenti e le singole disposizioni aziendali, nonché sui pericoli collegati a particolari utilizzi di preparati e/o sostanze pericolose e sulle attività di protezione e prevenzione adottate in proposito.

La legge inoltre stabilisce altri obblighi per garantire sicurezza e salvaguardia dei lavoratori. Oltre a predisporre il primo soccorso per far fronte agli infortuni, è obbligatorio rivalutare periodicamente tutte le categorie di rischio per accrescere la sicurezza degli addetti. È poi obbligatorio utilizzare cartelli esplicativi per segnalare pericoli e rischi ai lavoratori, che in proposito vanno formati ed informati in modo adeguato. Eventuali sistemi di prevenzione debbono essere predisposti senza che ciò comportino oneri per gli stessi dipendenti.

Per converso, anche il lavoratore deve sentirsi parte di questo sistema di salvaguardia e sicurezza posto in essere dall’azienda per cui svolge la propria attività. Oltre a rispettare tutte le norme e le regole imposte, è obbligato a comunicare al responsabile preposto eventuali inefficienze di dispositivi e sistemi di prevenzione, usare correttamente i DPI e deve sottoporsi periodicamente a controlli sanitari.

© 2018-2019

Comments

comments