Condizionatori e domotica: cosa fare quando non funziona

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Il funzionamento di un condizionatore è fondamentale per la climatizzazione di un ambiente. Applicare un impianto domotico in grado di gestire questo apparecchio al meglio rappresenta un passo importante anche per evitare alti consumi di energia elettrica.

Applicazioni della domotica al condizionatore

Esistono numerose applicazioni che puntano alla corretta gestione di un condizionatore sia da remoto che all’interno dell’ambiente. È stata creata, ad esempio, una app in grado di spegnere l’apparecchio se si apre e/o se si tiene aperta per errore oppure volutamente una finestra.

Altre applicazioni, le più richieste dal mercato, consentono varie modalità di accensione del condizionatore. Una permette di oscurare l’ambiente con la chiusura di tapparelle e di tende nelle ore di massimo calore per evitare l’accensione troppo anticipata del condizionatore.

Un’altra applicazione, gestibile da remoto tramite generalmente da tablet, smartphone o particolari dispositivi, permette di accendere il condizionatore ad un certo orario poco prima del rientro a casa. Questa funzione è in genere integrata con la messa in funzione di altri elettrodomestici, come lavatrici, lavastoviglie, forni e apparecchi da cucina in modo tale che una volta giunti nell’abitazione domestica è possibile trovare i panni già lavati e asciutti oppure il pasto già riscaldato e pronto da essere servito.

Altre applicazioni consentono lo spegnimento automatico del condizionatore nel caso in cui l’impianto di climatizzazione domotica ravvisa l’assenza umana nell’ambiente domestico. Questa funzione permette il risparmio energetico soprattutto quando si tende a dimenticare di spegnere il condizionatore al momento di uscire da casa.

domotica condizionatore

Cosa fare in caso di malfunzionamento

E se il condizionatore oppure il sistema domotico che dovrebbe governarlo comincia a fare le bizze e non funziona? Da dove iniziare e cosa fare in questo frangente? Ecco come comportarsi o, perlomeno, come cautelarsi per evitare che ciò accada. Per comprendere l’eventuale malfunzionamento di un condizionatore che non vuole rispondere ai comandi di chi ne usufruisce, bisogna partire dal tipo e dalla modalità dei sistemi di comando. Ve ne sono due.

Il primo è quello che si fonda sui raggi infrarossi. Questa tecnologia rappresenta un protocollo di comunicazione non molto affidabile perché talvolta le impostazioni stabilite sul telecomando non vengono trasmesse al condizionatore che rimane fermo e impiantato. Per cui è prevedibile che se anche si programma l’accensione dell’apparecchio da remoto, ciò potrebbe non accadere perché il condizionatore tende a funzionare con i raggi infrarossi. È anche possibile un’eventuale interferenza a provocare distorsioni e la perdita del segnale dal telecomando all’apparecchio.

Il secondo riguarda i cosiddetti sistemi con accesso diretto. In pratica, l’applicazione che comanda l’accensione del condizionatore, come di qualsiasi impianto domestico, non funziona più. Ciò può dipendere dal fatto che, pur esistendo una connessione interna come il wifi e tutte le app per smartphone si collegano direttamente a tale connessione, talvolta i componenti base come i modem possono rifiutare per ragioni di sicurezza le connessioni provenienti dall’esterno.

Può inoltre accadere che l’assenza di un indirizzo fisico con cui si può raggiungere la rete può impedire il collegamento, che talvolta si può anche azzerare nel caso in cui, ad esempio, si deve riavviare la corrente elettrica. In tal caso l’indirizzo al quale l’app del condizionatore deve collegarsi viene automaticamente variato. Così facendo, il condizionatore non funziona più. Per evitare tali problemi, la modalità per accedere in modo più sicuro è il cloud. In questo modo, anziché comunicare tramite app direttamente alla rete di casa, è possibile connettere smartphone e condizionatore ad un terzo punto esterno sempre attivo e che risponde subito.

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