Adeguamento degli impianti di riscaldamento condominiali

Adeguamento degli impianti di riscaldamento
Adeguamento degli impianti di riscaldamento

L’introduzione di direttive nazionali e regionali sulla scorta di normative europee in tema di efficienza energetica ha reso di scottante attualità la questione di adeguamento degli impianti di riscaldamento condominiali. Per questo è diventata fondamentale l’installazione di termovalvole e la corretta contabilizzazione del riscaldamento di ciascun condomino in modo tale che ognuno di essi paghi l’effettivo consumo di calore prodotto.

Obblighi per l’adeguamento degli impianti di riscaldamento

Gli obblighi normativi riguardano specificatamente gli impianti di riscaldamento centralizzati e quegli impianti in cui il beneficio termico riguarda più condomini. Secondo tali direttive, dunque, i singoli condomini sono tenuti ad installare un sistema di contabilizzazione del calore su ciascun impianto. Le direttive prevedono pertanto l’installazione dei contabilizzatori di calore e di termovalvole su ogni termosifone dell’abitazione affinché si possa misurare esattamente il calore che viene emesso, oltre a regolare e controllare la temperatura di esercizio.

Grazie a tali sistemi si può così stabilire in quale modo e quanto si intende riscaldare una singola stanza. Inoltre, ciò consente di valutare esattamente l’effettivo consumo e quindi la spesa esatta del riscaldamento di ogni singolo condomino. Se non ci si adegua a tali direttive possono scattare sanzioni variabili da 500 a 2.500 euro per singola abitazione.

Ovviamente, anche l’impianto centralizzato deve essere adeguato alle normative vigenti e l’amministratore condominiale, responsabile di tale impianto, deve poter agire nei tempi e nelle modalità richieste dalle normative affinché tutto il sistema di riscaldamento sia reso adeguatamente efficiente.

Ripartizione delle spese 

Naturalmente tutto ciò ha un costo, ma esiste un metodo per valutare come ripartire le spese per ogni singolo condomino. Tale metodo si applica tenendo conto sempre delle tabelle millesimali. In media, dunque, fatta 100 la spesa complessivo per il riscaldamento, includendovi le spese per manutenzioni, assistenza e combustibile, 30 viene ripartito fra i condomini in base alle tabelle millesimali, il rimanente 70 viene ripartito in base al consumo effettivo di calore di ogni singola abitazione.

Per edifici in cui si registrino perdite di calore e/o siano meno efficienti dal punto di vista termico, le quote di spesa da ripartire in base alle tabelle millesimale e quelle di consumo effettivo possono variare rispettivamente intorno al 50%. In ogni modo, la decisione su come definire tali percentuali viene discussa in sede di assemblea e prevede l’approvazione da parte della metà dei convenuti all’assemblea condominiale.

In proposito, va detto che la spesa per l’adeguamento degli impianti di riscaldamento condominiale può essere detraibile. Ciò riguarda i lavori di termoregolazione e di contabilizzazione e il costo della manodopera impiegata per la realizzazione di tali impianti.

Modalità di adeguamento degli impianti di riscaldamento

Ma vediamo in cosa consiste esattamente l’impianto. Il cuore del sistema è come detto il contabilizzatore di calore, altrimenti definibile conta-calorie e/o conta-calore. Tale dispositivo consente la trasmissione dei dati termici ad una centralina in due modi differenti, diretto e indiretto.

Quella diretta è la maniera più efficace e si può attivare in sistemi di riscaldamento separati per ciascun appartamento. È precisa e compatibile con diversi tipi di riscaldamento utilizzati nell’abitazione. Se non è possibile attuare la trasmissione diretta si opta per quella indiretta. È il caso dei condomini in cui sono presenti colonne montanti dove i singoli termosifoni vengono alimentati senza separazioni tra i diversi appartamenti.

Per quanto riguarda la centralina, poi, essa è in genere installata in un’area comune del condominio. A tale proposito, i dati possono essere raccolti in remoto mediante centraline di zona che provvedono a raccogliere tutti i dati dei singoli dispositivi, oppure possono essere letti da un operatore specializzato.

L’altro elemento costitutivo dell’impianto di termoregolazione è la valvola termostatica, che consente di controllare e regolare il livello della temperatura del singolo termosifone o impianto radiante. Può essere manuale o programmabile automaticamente.

Quanto costa adeguare gli impianti

Sul costo dell’adeguamento degli impianti di riscaldamento condominiali incidono soprattutto la spesa per la termoregolazione della caldaia centrale, quella dei contabilizzatori e delle termovalvole.

Il prezzo dei contabilizzatori indiretti e delle valvole termostatiche è molto variabile e dipende dal tipo di valvola necessaria, dalle opportune modifiche da effettuare agli attacchi presenti nei radiatori e termosifoni. In media, Fixool valuta che variano fra i 100 e i 150 euro. Nel caso in cui la contabilizzazione avviene in modo indiretto bisogna tener conto anche del costo dell’operatore autorizzato alla lettura. In media, si calcola che la lettura varia intorno ai 4-5 euro.

Nel caso dei contabilizzatori diretti il prezzo delle valvole termostatiche si aggira intorno ai 50-60 euro. Oltre a questa spesa bisogna aggiungere anche il ripartitore da installare all’ingresso di ciascuna abitazione, il cui costo è intorno a 200 – 250 euro. Tale variazione tiene conto anche della sua installazione.

Per quanto riguarda poi la spesa per l’adeguamento dell’impianto centralizzato di riscaldamento bisogna tenere conto dei vari passaggi necessari per procedere a tale operazione. In generale, infatti, l’intervento prevede anche il lavaggio del sistema di riscaldamento, l’installazione delle valvole, azioni sulla pompa elettronica per modulare la potenza di circolazione dell’acqua, sul defangatore e sull’addolcitore dell’acqua.

Inoltre, la spesa varia a seconda del numero di appartamenti e/o di unità immobiliari di cui è costituito lo stabile e che sono collegati all’impianto centralizzato di riscaldamento. Per stabili in cui il numero di unità è inferiore a 30, il costo è al di sotto degli 8 mila euro. Per stabili in cui il numero di unità è compreso fra 30 e 50 unità la spesa si aggira intorno a 10 mila euro, mentre si supera abbondantemente tale cifra se il numero di unità di uno stabile supera le 100 unità. Tale costo si riferisce ad un’unica centrale termica che funge da impianto di riscaldamento. La presenza di più centrali e quindi di più impianti di riscaldamento fa lievitare il livello della spesa.

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